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Poesia per la primavera 2019

Poesia tutto l'anno

Il 21 marzo era la giornata mondiale della poesia. Pubblichaimo in ritardo un pò di suggestioni per voi lettori: ci scusiamo per il ritardo ma tanto la poesia va bene in ogni  mese dell'anno.Buona lettura!
 
 
 
La poesia è l’arte di far entrare il mare in un bicchiere
(Italo Calvino)
 
“Le mie poesie non cambieranno il mondo”
(Patrizia Cavalli – poetessa)
 
Sarebbe già molto riuscire a vedere la poesia, ogni giorno, come una forma di ascolto ancor prima che di espressione, privilegiando la lettura, la riflessione, lo slancio verso il nuovo e il diverso
 
 
(Barbara Bracci – poetessa)
Sylvia Plath
in biblioteca collocazione 811.5 PLA – 818.5 PLA
 
E allora impara a vivere. Tagliati una bella porzione di torta con le posate d’argento. Impara come fanno le foglie a crescere sugli alberi. Apri gli occhi. Impara come fa la luna a tramontare nel gelo della notte prima di Natale. Apri le narici. Annusa la neve. Lascia che la vita accada.
 
 
Non farmi nascondere nell’alcool e non permettere che mi laceri per degli sconosciuti;
non farmi essere tanto debole da raccontare agli altri come sanguino dentro;
come giorno dopo giorno gocciola, si addensa e si coagula.
 
Esci e fai qualcosa.
Non è la tua stanza che è una prigione, lo sei tu.
Alda Merini
in biblioteca collocazione 851.9 MER -  858.9 MER
 
“Non mettermi accanto a chi si lamenta senza mai alzare lo sguardo, a chi non sa dire grazie, a chi non sa accorgersi più di un tramonto. Chiudo gli occhi, mi scosto un passo. Sono altro. Sono altrove.”
 
“Ero matta in mezzo ai matti. I matti erano matti nel profondo, alcuni molto intelligenti. Sono nate lì le mie più belle amicizie. I matti son simpatici, non così i dementi, che sono tutti fuori, nel mondo. I dementi li ho incontrati dopo, quando sono uscita.”
 
  “Ho bisogno di sentimenti”
 
Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’ orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.
La mia poesia è alacre come il fuoco
trascorre tra le mie dita come un rosario
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida,
sono il poeta che canta e non trova parole,
sono la paglia arida sopra cui batte il suono,
sono la ninnanànna che fa piangere i figli,
sono la vanagloria che si lascia cadere,
il manto di metallo di una lunga preghiera
del passato cordoglio che non vede la luce.
 
Marina Ivannovna Cvetaeva (pronunciato Zvetàieva) 
in biblioteca collocazione 891.744 CVE
 
Chi è fatto di pietra, chi è fatto d’argilla –
Io invece sono fatta d’argento e brillo!
La mia occupazione – è il tradimento, il mio nome – Marina,
io – sono l’effimera spuma del mare.
 
Non faccio alcuna differenza tra un libro e una persona, un tramonto, un quadro. Tutto ciò che amo lo amo di un unico amore.
 
 
Qualsiasi vento è vento di mare, e qualsiasi città, anche la più continentale, nelle ore di vento – è marittima. C’è odor di mare, no, ma: c’è aria di mare, l’odore lo aggiungiamo noi. Anche il vento del deserto è di mare, anche quello della steppa è di mare. Giacché al di là di ogni steppa e di ogni deserto – c’è il mare, l’oltredeserto, l’oltresteppa… Ogni viuzza in cui tira vento è la viuzza di un porto. 
 
Wislawa Szymborska
in bibliioteca 891.8517 SZY
 
 Ad alcuni piace la poesia
 
Ad alcuni –
cioè non a tutti.
E neppure alla maggioranza, ma alla minoranza.
Senza contare le scuole, dove è un obbligo,
e i poeti stessi,
ce ne saranno forse due su mille.
Piace –
ma piace anche la pasta in brodo,
piacciono i complimenti e il colore azzurro,
piace una vecchia sciarpa,
piace averla vinta,
piace accarezzare un cane.
La poesia –
ma cos’è mai la poesia?
Più d’una risposta incerta
è stata già data in proposito.
Ma io non lo so, non lo so e mi aggrappo a questo
Come alla salvezza di un corrimano.
Con uno sguardo mi ha resa più bella,
e io questa bellezza l’ho fatta mia.
Felice, ho inghiottito una stella.
Ho lasciato che mi immaginasse
a somiglianza del mio riflesso
nei suoi occhi. Io ballo, io ballo
nel battito di ali improvvise.
 
L'odio
 
„Guardate com'è sempre efficiente,  come si mantiene in forma |nel nostro secolo l'odio.  Con quanta facilità supera gli ostacoli.  Come gli è facile avventarsi, agguantare.“
 
 
VOLO COME SI DEVE,  OSSIA CON LE MIE FORZE
 
 
Gabriela Mistral
in biblioteca collocazione 861.6 MIS
  
La donna forte
Ricordo il tuo viso, fissato nei miei giorni,
donna con gonna azzurra e con fronte abbronzata;
quando nella mia infanzia, in terra mia d’ambrosia,
ti vidi aprire un solco nero in un ardente aprile.
 
Nella fonda taverna, l’impura coppa alzava,
chi un figlio appiccicò al tuo petto di giglio;
sotto questo ricordo, che t’era bruciatura,
cadeva dalla mano, serena, la semente.
 
Maria Luisa Spaziani
collocazione 851.9 SPA
 
Mi ha stroncato su cinque colonne. Che gioia immaginare il tormento che gli ho inflitto costringendolo a leggere tutti i miei libri
 
L’indifferenza
L’indifferenza è inferno senza fiamme,
ricordalo scegliendo fra mille tinte
il tuo fatale grigio.
Se il mondo è senza senso
tua solo è la colpa:
aspetta la tua impronta
questa palla di cera.
 
 
 Pier Paolo Pasolini
in biblioteca collocazione 851.9 PAS
“L' Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è ora, il fascismo.” 
 
“Seri bisogna esserlo, non dirlo, e magari neanche sembrarlo!”
 
Fabrizio De Andrè
in biblioteca collocazione CDM MUS.ITA.POP/ROCK DEA
(Smisurata preghiera dall'album ANIME SALVE)
 
Alta sui naufragi
dai belvedere delle torri
china e distante sugli elementi del disastro
dalle cose che accadono al di sopra delle parole
celebrative del nulla
lungo un facile vento
di sazietà di impunità
 
Sullo scandalo metallico
di armi in uso e in disuso
a guidare la colonna
di dolore e di fumo
che lascia le infinite battaglie al calar della sera
la maggioranza sta la maggioranza sta
 
Recitando un rosario
di ambizioni meschine
di millenarie paure
di inesauribili astuzie
Coltivando tranquilla
l'orribile varietà
delle proprie superbie
la maggioranza sta
come una malattia
come una sfortuna
come un'anestesia
come un'abitudine
 
Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
di umanità, di verità
 
Per chi ad Aqaba curò la lebbra con uno scettro posticcio
e seminò il suo passaggio di gelosie devastatrici e di figli
con improbabili nomi di cantanti di tango
in un vasto programma di eternità
 
Ricorda Signore questi servi disobbedienti
alle leggi del branco
non dimenticare il loro volto
che dopo tanto sbandare
è appena giusto che la fortuna li aiuti
 
come una svista
come un'anomalia
come una distrazione
come un dovere.

La poesia è un atto di pace
(Pablo Neruda)

Responsabile della pagina: Rosanna Cavallero